Guardiano del Huei Quetzalcopilli o Penacho di Moctezuma
Nonno Xokonoschtletl Gomora come scrittore, danzatore di tradizione e attivista instancabile, riconosciuto per la sua dedizione per 40 anni alla ripatrizione della Corona di Moctezuma dall'Austria al Messico. Il suo lavoro si basa sulla convinzione che questo simbolo rappresenti il ritorno della saggezza ancestrale e la riconnessione dei messicani con le loro radici culturali, essenziali per superare le sfide derivanti dall'invasione spagnola.
Nel corso della sua vita, il Nonno Gomora ha svolto un'intensa attività internazionale a difesa di questa causa. Ha viaggiato in 47 paesi, tenendo conferenze, seminari e laboratori, oltre a organizzare numerose conferenze stampa e manifestazioni in Messico, Svizzera, Austria e Germania. La sua instancabile ricerca di supporto lo ha portato a sostenere udienze con figure rilevanti come due Papi in Vaticano, la Regina Giuliana d'Olanda, il Principe di Liechtenstein Adam II, la Principessa Irene, così come numerosi politici, senatori e deputati. Il Nonno Gómora ha messo per iscritto le sue esperienze e conoscenze in 11 libri, alcuni dei quali scritti in tedesco, affrontando tematiche legate alla visione del mondo indigena e alla difesa della Madre Terra.
Il Nonno Gomora, che parla quattro lingue ed è un fervente sostenitore della cultura azteca, denuncia le conseguenze dell'invasione spagnola in Messico, che ha portato alla distruzione di città, all'assassinio di saggi, all'imposizione di una nuova religione, alla schiavitù della popolazione e allo spoglio dei loro territori. Sottolinea che, 500 anni dopo, il Messico affronta ancora problemi come la povertà, l'analfabetismo, l'alcolismo e la perdita dell'identità culturale. La sua missione di ripatriare la Corona di Moctezuma, un simbolo di potere e saggezza, diventa così un appello alla dignificazione del popolo messicano e al riconoscimento della sua eredità ancestrale.